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Lettera agli amici del Premio AVA Stampa E-mail

Cari amici del Premio Ava,

 

 

 

sostenitori, insegnanti, partecipanti, appassionati,

 

tutti voi che avete accompagnato questa bellissima avventura

 

del concorso letterario nato nel 2000

 

o che vi siete accostati per la prima volta quest’anno.

 

 

 

 

 

La XIII edizione del Premio Ava ha raggiunto una diffusione forse mai sperata

 

e ha raggiunto il suo culmine nella bellissima premiazione

 

svoltasi a Varallo il 27 ottobre 2012:

 

98 racconti presentati, ospiti da tutta Italia, ritorni di insegnanti e ragazze

 

già pluripartecipanti, scambio di targhe e di doni,

 

un serrato confronto di iniziative e progetti scolastici,

 

soddisfazione di trovarsi insieme, complimenti e tanti incoraggiamenti,

 

per le studentesse e per i promotori dell’iniziativa.

 

 

 

 

 

Pochi giorni dopo quella memorabile giornata, Aldamaria si è scoperta ammalata.

 

La maggiore dei tre fratelli Varvello, l’appassionata scrittrice, l’affabile insegnante,

 

l’ideatrice e principale motore del Premio,

 

ha dovuto affrontare un gravissimo male

 

e dopo pochi, intensissimi mesi, ci ha lasciati.

 

 

 

Alberta e Attilio Varvello sono rimasti soli, perduta questa impareggiabile

 

e materna sorella maggiore, sempre energica, spumeggiante, tenace, curiosa

 

e intraprendente. Ricevevamo le condoglianze e nel ricordare le sue qualità,

 

il suo lavoro, le sue iniziative, tutti ci chiedevano ansiosi “…ma … e il premio?

 

Cosa farete adesso? Ma noi vi aiuteremo, dovete assolutamente continuare!

 

Certo, anche per ricordare lei e tutto quel che ha saputo fare!”

 

 

 

Aldamaria ancora sorrideva nel mese di maggio quando io, Alberta,

 

ricevevo le mail dei racconti partecipanti all’edizione 2013:

 

- Oggi ne sono arrivati 8 - le dicevo -  Altri 5  - Guarda, ancora 10…..

 

Alla fine sono stati ben 46 racconti!

 

 

 

 

 

 

 

Allora è proprio così, dobbiamo continuare.

 

Dobbiamo portare a termine quanto abbiamo promesso nel Bando 2013:

 

“incentivare quelle ragazze, che magari già hanno un racconto nel cassetto,

 

a coltivare la passione dello scrivere”.

 

 

 

 

 

Stiamo cominciando solo ora a leggere i racconti pervenuti questa primavera;

 

non abbiamo alle spalle una fondazione o una segreteria; le nostre

 

professioni  lasciano poco tempo alle passioni culturali e alle pubbliche relazioni;

 

ma lavoriamo con tenacia e indipendenza per dare un contributo concreto.

 

La motivazione è la stessa che ha spronato la famiglia Varvello

 

in questi tredici anni:

 

incoraggiare le ragazze a cercare in se stesse risorse speciali,

 

come aveva fatto la signora Ava, come ha sempre fatto Aldamaria,

 

come noi stessi abbiamo dovuto fare di fronte a questo grande dolore.

 

Abbiamo scoperto forze sconosciute in noi stessi,

 

ma abbiamo anche incontrato solidarietà inattese.

 

 

 

 

 

 

 

Con la certezza di poter ancora una volta catalizzare le energie

 

di enti, associazioni e istituzioni

 

diamo appuntamento a tutti per un giorno nel 2014,

 

quando ci riuniremo attorno alla vincitrice del XIV Premio Ava

 

e ricorderemo insieme la signora Ava e la sua figlia piena di vita, Aldamaria.

 

 

 

 

 

Alberta e Attilio Varvello

 
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