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Edizione 2003 Stampa E-mail

 

Assegnato il Premio Ava 2003

Vincitrice Michela Dalberto dell’IGEA di Varallo Sesia

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Le partecipanti all’edizione 2003 sono state 11, di cui cinque allieve dell’IPSIA Magni di Borgosesia (Brigitte Crispino, Anna Maria Guastalegname, Simona Marone, Alessia Perrotta ed Elena Ruggio), una dell’ITIS Lirelli di Borgosesia (Michela Ferrara) che partecipa per la seconda volta, una dell’ITCG Calamandrei di Crescentino (Alessandra Gioliti), una dell’ITG B. Caimi di Gattinara (Michela Scala) e tre dell’IGEA B. Caimi di Varallo Sesia (Rita Avena, Cristina Carrara e Michela Dalberto). Inoltre, fuori concorso in quanto già editi (e anche perché elaborati da gruppi di 4 o 5 ragazze) quattro racconti dall’IPSSAR di Gattinara. I racconti valutati dalla giuria sono stati dunque 10 (Simona Marone e Alessia Perrotta hanno scritto insieme).

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La cerimonia di consegna del Premio Ava 2003 si è svolta nella mattina del 6 dicembre 2003 presso l’aula magna dell’ITC B. Caimi di Varallo. Erano presenti insegnanti e allievi dell’Istituto, le ragazze delle altre scuole che avevano concorso al Premio e l’assessore alla Cultura della Provincia di Vercelli, Carlo Riva Vercellotti. La preside prof. Marisa Bressa ha dato il benvenuto e ha presentato gli organizzatori del Premio, cioè i figli della signora Ava: Aldamaria, Alberta e Attilio Varvello. Ha poi espresso la soddisfazione di ospitare un premio letterario, iniziativa in linea con l’impegno di un moderno istituto tecnico per valorizzare le materie umanistiche anche in un corso di studi che ha come base la ragioneria.

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La preside Bressa con Aldamaria e Alberta Varvello

La dott. Aldamaria Varvello ha ringraziato la preside per l’ospitalità e gli insegnanti delle allieve partecipanti per lo stimolo dato alle ragazze: la prof. Elisabetta Di Pasquale del Caimi di Varallo e i professori Grasso, Ferraris e Bianchi degli altri istituti. Ha poi spiegato l’origine del Premio – creato nel 2000 per ricordare la mamma, Alda, mancata il 29 dicembre 1999, che scriveva in modo brillantissimo, per l’appunto con lo pseudonimo di Ava – e il suo obiettivo: stimolare in giovani studentesse, i cui studi non sono di impronta umanistica, la «voglia di scrivere»… e incentivarne almeno una ogni anno a continuare a coltivare l’hobby letterario. Ha inoltre sottolineato che, nel corso di questi 4 anni, la crescita del concorso è stata non solo quantitativa (dalle 3 partecipanti del 2000 alle 10-15 degli anni successivi) ma soprattutto qualitativa, con la presentazione di elaborati di livello sempre migliore, o per stile o per ideazione di contenuti. Proprio per questo, ha detto, «approfittando della presenza dell’assessore Carlo Riva Vercellotti, ci sentiamo ora di chiedere alla Provincia un patrocinio: assolutamente non di ordine economico ma di supporto organizzativo alla promozione del Premio in tutti gli istituti tecnici, commerciali e professionali della Provincia di Vercelli».

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L'assessore Riva Vercellotti

Ha quindi passato la parola all’assessore che si è detto piacevolmente sorpreso di una richiesta «non» finanziaria (fatto inconsueto) e pienamente disponibile a esaudirla, anche per una sua profonda convinzione dell’utilità di ampliare e supportare simili iniziative negli istituti cosiddetti tecnici: la cultura letteraria e umanistica in senso lato deve arricchire e completare la personalità anche dei futuri ragionieri e tecnici.

Ha poi preso la parola un altro figlio di Ava, il rag. Attilio Varvello, ribadendo il concetto espresso dall’assessore e scherzando sul fatto che «anche un ragioniere come me, e come sarete voi, può trovarsi in queste occasioni a dover parlare in pubblico…e magari trovarsi in imbarazzo» se non ha anche curato la lettura e la scrittura come capacità di esprimersi. Successivamente ha chiamato le concorrenti al Premio consegnando un attestato di partecipazione, e un pregevole libro d’arte offerto dallo storico settimanale di informazione locale Corriere Valsesiano. Erano assenti solamente Alessandra Gioliti dell’ITCG Calamandrei di Crescentino e Michela Ferrara dell’ITIS Lirelli di Borgosesia, partecipante per la seconda volta. Dall’IPSSAR di Gattinara erano giunti dei lavori di gruppo ma la giuria li aveva considerati fuori concorso in quanto già editi.

Sono state quindi chiamate: dall’IPSIA Magni di Borgosesia Brigitte Crispino, Anna Maria Guastalegname, Simona Marone e Alessia Perrotta  (hanno scritto un racconto insieme) ed Elena Ruggio; dall’Istituto Geometri di Gattinara Michela Scala; dall’ITIS Lirelli di Borgosesia Michela Ferrara e Alessandra Segreto che aveva vinto nel 2002: a loro un premio particolare, ovvero uno stage presso il Corriere Valsesiano. E infine dalla scuola ospitante, ITC Caimi di Varallo, Rita Avena, Cristina Carrara che ha ricevuto un abbonamento al Corriere Valsesiano (era in ballottaggio al finale con la vincitrice).

Infine un’altra figlia di Ava, Alberta Varvello Re, ha letto la motivazione alla vincitrice Michela Dalberto, della classe III indirizzo IGEA, abitante a Scopa, e le ha consegnato l’assegno di 500 euro.

La motivazione del premio a Michela Dalberto

L’ambientazione nostrana, la trama semplice e l’attenzione
per il significato dei gesti quotidiani, valorizzano le grandi emozioni
di cui ogni esistenza è intessuta,quando è percorsa con autenticità.
I sentimenti e le ansie, accettati senza imbarazzo,
accendono il cuore del lettore, mentre il desiderio di magia
conduce con coraggio all’arricchimento della propria umanità
anziché all’evasione e alla rinuncia.

 

 
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