Chi era la signora Ava

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Alda Madeo, nata a Torino il 31 agosto 1922 da Jolanda e Natale, artigiani di origine calabrese, rivelò subito grande passione per la lettura e lo scrivere, originalità di pensiero e acuto spirito di osservazione.

Nella prima foto la vediamo a 14 anni con sua mamma, durante un viaggio a Rossano Calabro dove ancora vivevano i nonni materni. 

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I tempi e la situazione economica familiare non le consentirono di studiare oltre l’Avviamento... ma dedicò la vita, pur lavorando ed educando tre figli, all’apprendere, non solo sui libri, di cui era una vera “divoratrice”, ma anche con studi in varie materie.

 

Nella seconda foto eccola a circa vent'anni: sì, era anche molto bella... fu spesso ritratta da amici pittori e durante la guerra ebbe occasione di recitare una piccola parte in un film, purtroppo ormai introvabile.  

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All'inizio degli Anni Sessanta si trasferì con il marito Angelo Varvello – la vediamo con lui in un felice momento familiare nella  terza foto – a Trivero, nel Biellese. Là collaborò con una radio, La Gigonda di Ponzone, nei primi mitici tempi dell'emittenza privata.

 

Per molti anni fu poi una firma molto amata e seguita del settimanale Corriere Valsesiano, dove pubblicava brillanti recensioni letterarie e flash di vita vissuta ricchi di humour. 

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Negli ultimi tempi collaborò con la rivista telematica Libera Agorà, e le sue News settimanali, che il Corriere Valsesiano pubblicava in contemporanea con il titolo Forse vi è sfuggito che, fuori della Valsesia… erano notizie interessanti o curiose da lei scelte sui molti giornali che leggeva, e talvolta commentate con spirito arguto e vivo senso della satira di costume.

 

Ci ha lasciati improvvisamente il 29 dicembre 1999.

Di lei il direttore di Libera Agorà Aldo Castellano ha scritto:

“Ci ha sempre accompagnato il suo entusiasmo e la sua voglia di dire, sempre velati da una ironia sottile e mai cattiva; ci ha stimolato la sua sete di conoscenza e la capacità di cogliere l’essenziale nelle notizie che riferiva. Sicuramente ci mancherà”. 

 

Sul periodico a diffusione nazionale Junior Dental pubblicò a puntate un romanzo storico, L'Historia d’un O. (dove O. sta per odontotecnico), frutto di accurate ricerche ma soprattutto di grande attenzione per le memorie di costume e vita vissuta, raccolte da quel Nord e quel Sud che ugualmente amava. Il libro, da lei rivisto e aggiornato negli ultimi anni, è ancora “nel cassetto”... come lei stessa diceva descrivendosi per i frequentatori di Libera Agorà.  

 

Riportiamo le parole con cui spiritosamente “si raccontava”

 

Ava. Nasce, per puro caso, a Torino da genitori calabresi.

Forse a causa del lungo sballottamento ante-parto ama tuttora i lunghi viaggi in treno. 

Per accontentare il babbo, studia Ragioneria.

Per accontentare se stessa legge indefessamente giorno e notte. 

Lavora con persone notevoli. 

Sposa il primo amore. 

Alleva con comodo tre figli con Q.I. spaventoso. 

Pur impegnata con biberon e pannolini ha tuttavia la forza

di guardarsi attorno, scrutare, ascoltare, meditare

e queste sue maniacali osservazioni le distilla su riviste amiche. 

In tarda età – ossia dopo l’ultimo svezzamento – corona il sogno della sua vita:

scrivere quello che pensa di tutti quei libri che continua a leggere indefessamente.

Ha un romanzo nel cassetto. Ovvio, no?”